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Voglio vederci chiaro: la volontà di vedere bene

L’acutezza visiva è una delle abilità maggiormente tenute in considerazione durante un esame visivo e una diminuzione di questa, è il motivo principale per cui una persona si reca da un ottico, un ortottista o da un oculista.

Perché la misurazione dell’acutezza visiva sia attendibile, è necessario che il paziente sia cooperativo, conosca gli ottotipi e riesca a comunicare con l’esaminatore.

Pensate a un bambino iperattivo con bassa capacità attentiva: capite bene che un’eventuale ridotta acutezza visiva rilevata, potrebbe essere causata dalla scarsa cooperazione e dalla scarsa attenzione (chiaramente, in questi casi esistono modi per ovviare al problema).

Pensate, oppure a casi dove l’alterazione della consapevolezza, ridotte capacità cognitive o stati di intossicazione, alterino la misurazione dell’acutezza visiva.

Ecco, in questi casi, purtroppo, ci troviamo di fronte a difficoltà oggettive, dove il vedere bene o meno, non è una scelta.

C’è però,un nutrito gruppo di persone che “non sa che potrebbe vedere meglio” o che si “accontenta” di non vederci chiaro.

Vi sembra impossibile? Sì, effettivamente è proprio particolare!

Alle volte succede per pigrizia, alle volte perché non si è seguiti da un bravo professionista che individui la soluzione giusta per noi, una soluzione non solo adatta ai nostri occhi ma anche al nostro stile di vita.

Un bravo professionista cerca sempre di conoscere il proprio cliente, cerca di conoscerne le abitudini di vita oltre alle necessità visive.

È chiaro, infatti, che la stessa problematica sarà vissuta diversamente da uno sportivo, da un bambino super attivo o da una persona che conduca una vita tranquilla e metodica.

La bravura di un optometrista di fiducia è anche in questo: proporre la soluzione ad Hoc per ogni singolo caso, perché ogni cliente è diverso, ha una sua storia e necessità particolari.

Ecco perché crediamo fermamente nell’importanza di offrire ai nostri clienti soluzioni, studiate, su misura per i diversi stili di vita e che siano un reale supporto per “vederci chiaro”.

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